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SCHEDA EVENTO
MONTAGNE AL CINEMA: UELI STECK, LA SCELTA DELLA VELOCITÀ
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Data: 28/06/2012
Sede e orari: ore 21,00 darfo Boario Terme (Bs) Cinema Garden MultiVision P.za Medaglie d’Oro, 2 Tel. 0364.529101 - 035.988144 www.multisalegarden-iride.com
SPEED: LA TRILOGIA, L'HIMALAYA E YOSEMITE
Nel corso della serata con Ueli Steck verranno proiettati
filmati che, utilizzando eccezionali immagini riprese
dall’elicottero e direttamente in parete, documentano in
modo spettacolare (e inquietante…) alcune delle sue più
importanti salite realizzate in velocità.
“Speed - La Trilogia” è il racconto delle salite delle tre pareti nord
più prestigiose delle Alpi: Eiger, Cervino e Grandes Jorasses, per
le quali ha totalizzato un tempo complessivo di 7h 4’.
Seguirà la presentazione della salita effettuata sempre in
velocità con Alex Honnold su El Capitan, e quella realizzata
con lo stesso stile ma questa volta in alta quota sullo Shisha
Pangma in Himalaya.

É da molto tempo che alcune discipline sportive della
montagna, avendo sviluppato anche la componente
della dimensione agonistica, utilizzano il cronometro
quale strumento di valutazione. Hanno imboccato questa
strada da parecchi anni lo sci alpino, le discipline
nordiche ma anche lo scialpinismo e la mountain bike,
ed esistono più recenti competizioni di velocità per l’arrampicata
sportiva e le salite su ghiaccio, mentre alcune
big wall, e in particolare quella di El Capitan in California,
sono al centro di una vera e propria gara di velocità
praticata da specialisti. Il cronometro ha fatto la sua irruzione
anche nell’alpinismo a partire dagli anni Ottanta,
durante i quali personaggi come Jean Marc Boivin e
Christophe Profit realizzarono concatenamenti e salite
con tempi fino ad allora impensabili.
Attualmente le salite in velocità su grandi montagne,
dalle pareti alpine fino ai colossi himalayani, rappresentano
un ambito di performance nel quale si cimenta un
numero piuttosto ridotto di alpinisti, che vedono nella
figura di uno svizzero uno degli esponenti più importanti
del mondo.
Parliamo di Ueli Steck, trentasei anni nel 2012, bernese,
che ha letteralmente sbalordito il mondo dell’alpinismo
classico, e non solo, con alcune salite in velocità su
roccia, ghiaccio, misto e ad alta quota. Dopo alcuni anni dedicati alla
pratica dell’hockey l’incontro con l’alpinismo gli apre una nuova
dimensione, proiettandolo verso un orizzonte di prestazione
sportiva che da collettivo diventa personale, con tutto quello che
ne consegue in termini di preparazione, innalzamento del limite,
valutazione del rischio. Non a caso è Walter Bonatti, il grande alpinista
ed esploratore scomparso nel settembre 2011, uno dei suoi
principali ispiratori d’azione e di pensiero.
“The Swiss Machine”, come ama talvolta defi nirsi in modo ironico
lo stesso Steck, ha solo 18 anni quando sale la parete nord dell’Eiger:
nel 2008 la salirà in 2h 47’, realizzando nello stesso anno la
salita della nord delle Grandes Jorasses in 2h 21’, mentre nel 2009
percorrerà la parete nord del Cervino in 1h 56’.
Si tratta di due anni importanti per Steck anche per il ricevimento
di prestigiosi riconoscimenti: lo “Spirit of mountaineering” dell’Alpine
Club Britannico per un intervento di soccorso sull’Annapurna
nel 2008, e il Piolet d’Or per la prima salita della parete nord del
Tengkampoche in Himalaya nel 2009.
Il 17 aprile 2011 la sua preparazione atletica gli consente di salire
sull’Himalaya, in sole 10 ore 30’, lo Shisha Pangma (8027 metri),
quattordicesima vetta più alla del pianeta.
La corsa non è ancora fi nita.
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